Thailandia: un viaggio unico tra sacro e profano

Se cerchi una terra che ti lasci indifferente, non venire qui. La Thailandia è un urto frontale tra la spiritualità più genuina e una certa disposizione a godersi la vita. È un luogo dove puoi trovare un monaco in preghiera a pochi metri da un mercato in preda al frastuono, e dove il sacro non è separato dal profano. Questo viaggio un percorso che risale la spina dorsale del Paese, dalle luci al neon di Bangkok fino alle grandi rovine nel Nord, per poi finire dove l'unico rumore ammesso è quello rilassante e ritemprante delle onde.

Bangkok, città d’acqua e di preghiera

Appena atterri a Bangkok senti subito che l’aria ha un peso diverso. La città ti accoglie con il suo respiro pesante di fumi e incenso. L’attrazione maggiore della città è il Grande Palazzo Reale: non solo un complesso di edifici collegati tra di loro e meta di torme di pellegrini, ma un labirinto di riflessi dove il Buddha di Smeraldo, piccolo e solenne, sembra racchiudere in sé l'energia di tutta la nazione. Non è un luogo per turisti distratti o alla ricerca di scatti facili da condividere freneticamente sui social; è il simbolo della cultura di un intero popolo.

Poco lontano, il Wat Po ti costringe ad ammirare in tutta la sua imponenza il Buddha Reclinato, una massa dorata che riempie ogni angolo della vista, mentre il Wat Arun svetta dall'altra parte del fiume Chao Phraya, coperto di frammenti di ceramica che brillano come squame. La sera la città diventa un tripudio di luci: si può cenare su un battello fluviale, mentre osservare i templi illuminati che sfilano ai lati è l’unico modo per capire quanto Bangkok sia, prima di tutto, una città dove l’elemento acquatico è a dir poco fondamentale.

L'arte Thai di arrangiarsi

Uscendo dalla metropoli, la Thailandia ti mostra il suo volto più rurale. Al mercato di Damnoen Saduak, a poco più di un’ora di distanza, la vita si organizza interamente sui canali: ci si scambia merce da una barca all'altra in un incastro perfetto di remi e sorrisi, avvolti da un corteo di odori e colori che stordisce il viaggiatore. Ma è a Maek Long che capisci davvero questo popolo. Il mercato è letteralmente sopra i binari. Quando arriva il treno, nessuno si scompone: i venditori ritraggono le tende, spostano le ceste di dieci centimetri e aspettano che il treno passi. Un istante dopo, tutto torna come prima: una lezione di grande perizia che lascia davvero esterrefatti.

Le ossa del Regno: Ayutthaya e Sukothai

Andando verso Nord, il rumore di Bangkok sfuma in paesaggi più dolci e naturali. Ayutthaya è ciò che resta di un impero: templi in rovina e Buddha di mattoni rossi che oggi sono Patrimonio Unesco. È una storia che si tocca con mano, fatta di palazzi che un tempo erano coperti d'oro e che oggi mostrano la loro bellezza nuda.

Ancora più su, Sukothai ti accoglie con una compostezza davvero regale. Le statue del Buddha sono altissime, circondate da stagni dove i fiori di loto sembrano messi lì apposta per far indugiare lo sguardo e le fotocamere degli smartphone. Qui, tra le rovine del Wat Mahathat, capisci che la forza della Thailandia non è nella velocità con cui corre verso il futuro, ma nella solidità di queste basi di pietra che resistono da secoli e che si offrono ancora in tutta la loro maestosità agli occhi dei viaggiatori.

La montagna sacra e l'artigianato del Nord

A Chiang Mai l’aria si rinfresca e il paesaggio diventa più mosso. Ci si inerpica in strade che sembrano di montagna, trovando delle vere e proprie perle inaspettate. Nei villaggi di San Kampaeng e Bor Sang vedi nascere sete pregiate e ombrelli di carta che sembrano fragili, ma sono fatti per durare. Il culmine della spiritualità si raggiunge al Wat Phra That Doi Suthep. Devi salire trecento gradini, scortato dai Naga (i serpenti mitologici), per arrivare alle reliquie. Da lassù, con la città ai tuoi piedi, capisci perché questo posto sia considerato il tetto spirituale della Thailandia.

Phuket: il meritato silenzio delle Andamane

Il tour Thailandia e Phuket Prestige si chiude dove la terra finisce e inizia il blu. Phuket ti accoglie con la sua architettura sino-portoghese e la mole bianca del Big Buddha che guarda il mare. Ma la vera magia è il relax: dopo giorni di polvere, templi e mercati, le spiagge delle Andamane e le acque di Phi Phi Island sono il posto giusto per far sedimentare tutto. È qui che la Thailandia ti dà l'ultimo saluto, tra un tramonto turchese e la consapevolezza che questo Paese non lo hai solo visitato, lo hai respirato.

I "fantasmi" delle Case degli Spiriti

C’è una cosa che noterai ovunque in ogni viaggio in Thailandia, dal grattacielo più moderno alla capanna più povera: una piccola casetta colorata montata su un piedistallo nel cortile. Non è un gioco e non è per gli uccelli. Sono le San Phra Phum, le "Case degli Spiriti".

I thailandesi, infatti, credono che ogni terreno appartenga a uno spirito guardiano. Se costruisci una casa per gli uomini, devi costruirne una anche per lui, altrimenti si arrabbia e porta sfortuna. La curiosità sta nel "menù" che offrono a questi spiriti: vedrai spesso bottiglie di Fanta fragola (rigorosamente rossa) aperte con una cannuccia. Perché rossa? Perché un tempo si offriva sangue nei sacrifici; oggi si usa una bibita dolce che ne richiama il colore. È un dettaglio che racconta meglio di mille libri come questo popolo non faccia nulla senza prima aver chiesto il permesso a chi c’era prima di loro.